Migrazione da un Cisco Call Manager (CUCM) ad Asterisk

16 settembre 2016

Migrazione da un Cisco Call Manager (CUCM) ad Asterisk

 

 

 

Pubblichiamo questo articolo per portare la nostra esperienza su un tema interessante e sempre più attuale: migrazione da un Cisco Call Manager (CUCM) ad Asterisk.

Premessa / Introduzione

Cisco UC

La soluzione Unified Communication di Cisco per la telefonia aziendale è, comparata alla concorrenza, piuttosto complessa e poco adatta ad aziende piccole e non strutturate. Esistono anche prodotti di fascia più bassa come CME e UC500, sono molto stabili, non si fermano mai ma hanno funzionalità limitate e sono “poco” user-friendly.

Tornando al fratello maggiore CUCM, per esempio  una soluzione per un azienda di circa 100 dipendenti ha bisogno di:

  • uno o più voicegateway per interfacciamento alle linee;
  • un CallManager o due se vogliamo la ridondanza per la gestione delle telefonate;
  • una Unity / Connection per la gestione delle voicemail;
  • una Presence per i Jabber.

Facoltativi (ma utili):

  • Cisco Prime;
  • Contact Center Express.

Insomma servono un bel pò di server e di conseguente manutenzione, fortunatamente da qualche hanno è possibile virtualizzare i servizi e quindi almeno l’hardware è diminuito.
Di certo è una soluzione molto scalabile, che si presta per il multi-sede, molto stabile, ben integrata con la parte networking/wireless e con un buon supporto dalla TAC Cisco. Direi una soluzione indispensabile per chi ha 10.000 interni sparsi per il mondo.

Asterisk

Il software Asterisk può essere installato su un server Linux oppure ci sono molte distribuzioni ad-hoc in cui viene fornita un appliance pronta all’uso anche con l’interfaccia di amministrazione FreePBX.
Asterisk ha un architettura modulare ed è possibile effettuate installazioni multi-server in cui si distribuisce il carico o si replicano i servizi per ridondanza. Per ambienti molto grossi e complessi non ci sono distribuzioni con GUI pronte ma bisogna operare a mano con S.O. e file di configurazione di Asterisk.
Le funzionalità base e alcuni servizi telefonici principali sono comunque presenti nativamente tra i moduli di Asterisk, questo copre i requisiti dell’80% delle aziende italiane.


Solitamente i clienti che scelgono tra una centrale telefonica come il Call Manager di Cisco e una soluzione basata su Asterisk sono molto diversi tra loro e difficilmente un IT manager si trova a dover confrontarli prima di un acquisto.

Più facile è l’utilizzo di Asterisk come piattaforma per i servizi legati alla telefonia: IVR, Code, Call Center ecc in quanto si presta bene come concorrente a soluzioni come la suite Imagicle.

Noi come Backloop proponiamo Cisco o Asterisk in base alle esigenze, aspettative e alla dimensione dei nostri clienti, le differenze sono molteplici e su diversi fronti.

L’esperienza degli ultimi anni però ci ha portato a valutare più di una volta la sostituzione completa o parziale dell’ambiente UC di Cisco con una soluzione Asterisk.

Le motivazioni che abbiamo riscontrato sono:

  • il cliente dopo anni di utilizzo del Call Manager (e degli altri componenti della suite) si rende conto che non utilizza tutte le funzionalità incluse;
  • l’azienda si è ridimensionata e l’overhead di gestione dell’ambiente UC Cisco non è pensabile con un numero di apparati ridotti;
  • all’interno di una spending-review aziendale i costi di mantenimento (licenze/smartnet/aggiornamenti) non sono più sostenibili;
  • le esigenze del cliente richiedono una soluzione fortemente personalizzabile (integrazione con ecommerce, servizi di supporto, audio/video WebRTC, IVR e ACD integrati con gestionali e basi dati interne).

L’aspetto che sicuramente semplifica la migrazione è la possibilità di mantenere i telefoni e i router per l’interfacciamento alle linee (VoiceGateway) che si utilizzavano con il Call Manager in quanto Asterisk tramite un apposito chan SCCP è in grado di comunicare con il loro protocollo proprietario. Noi preferiamo comunque utilizzare SIP tra Asterisk e i voicegateway.

L’alternativa è migrare tutti i telefoni al firmware SIP ma ad oggi ci sono ancora molte limitazioni ed è preferibile utilizzare il protocollo SCCP.

Asterisk con SCCP è anche in grado di mantenere funzionalità come CallBack (Prenota) e Group Pickup, la gestione invece delle rubriche e servizi XML viene formita tramite il nostro prodotto CiscoXMLServices.

I costi della migrazione sono molto contenuti in quanto non vi sono licenze e se in presenza di un infrastruttura virtuale (es. Vmware) è possibile sfruttarla per l’installazione del server Asterisk ed ereditare così le funzionalità di HA tra i nodi.

Per una migrazione progressiva dei telefoni dal CallManager ad Asterisk è possibile, come lo split domain quando si migra un mailserver, avere interni collegati alle due soluzioni e tramite route pattern farli coesistere anche per la ricezione delle chiamate esterne.

Il consiglio è quello di procedere a reparti così che funzionalità come group pickup e ring group non abbiamo problemi o configurazioni complesse.

La gestione dei telefoni Cisco 79XX avviene tramite il modulo FreePBX SCCP Manager con cui è possibile creare, configurare, assegnare numeri (DN) e resettare i telefoni in modo molto semplice. La configurazione è salvata in un database MySQL quindi si presta molto bene per personalizzazioni e automatismi da altri software.

Limitazioni:

  • al momento non è presente nella distribuzione standard un alternativa a Jabber;
  • il modulo code di Asterisk non copre tutte le funzionalità di un Contact Center Express ma DINOMI di Elastix può essere un alternativa (anche al CAD e Finesse);
  • non esiste un supporto come la TAC di Cisco ma bisogna affidarsi a partner.

 

Casi di successo:

http://www.ip-pbx.it/20080911/come-luniversita-scarico-cisco-callmanager-per-asterisk.html#respond

Autoletture con Asterisk

16 settembre 2016

Il prodotto Backloop per autoletture di gas ed energia elettrica è basato sul PBX open-source Asterisk utilizzando le funzionalità di Asterisk-Gateway-Interface (AGI) che permettono di rendere dinamico il dial-plan tramite linguaggi di programmazione standard.
Il software utilizza un database SQL per memorizzare lo storico dei dati e si interfaccia con altri sistemi PBX tramite trunk SIP.

Tipicamente il servizio è configurato nel seguente modo:

  • Riconoscimento cliente tramite numero di telefono appoggiandosi all’anagrafica del cliente (opzionale);
  • Validazione codice cliente o contratto tramite web-services real-time o SQL su base dati replicata;
  • Scelta tra energia o gas;
  • Verifica precedenti autoletture o stato contratto (attivo/sospeso);
  • Richiesta lettura di una o più fasce;
  • Verifica valore lettura con storico del cliente;
  • Scrittura lettura su database locale;
  • Sincronizzazione lettura con web-service verso infrastruttura del cliente;
  • Eventuale deviazione al servizio clienti se necessario durante il call-flow.

Di seguito un ipotetico call-flow:

Autoletture con Asterisk : call flow